Il virus di Epstein-Barr, la sindrome da stanchezza cronica e la fibromialgia

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io Hans Campana
Il virus di Epstein-Barr, la sindrome da stanchezza cronica e la fibromialgia
Il virus di Epstein-Barr (EBV) ha prodotto un’epidemia occulta.
Negli Stati Uniti, su 320 milioni di persone, circa 225 milioni hanno contratto una qualche forma di questo virus. Il virus di Epstein-Barr è responsabile di malattie del mistero di ogni categoria: in alcuni provoca affaticamento e dolori che non trovano un nome, in altri i sintomi inducono i medici a prescrivere trattamenti inefficaci, come la terapia ormonale sostitutiva, e molti di coloro che hanno contratto il virus ricevono diagnosi sbagliate.
Uno dei motivi per cui il virus prolifera è la sua conoscenza parziale: le comunità mediche conoscono una sola versione, ma ne esistono oltre sessanta varietà. L’EBV è la causa di diverse malattie debilitanti che spiazzano i medici. Come ho detto nell'”Introduzione”, è la malattia del mistero più misteriosa in assoluto.
I medici non hanno idea di come operi il virus a lungo termine e di quanto possa essere problematico. La verità è che l’EBV è la fonte numerosi problemi attualmente considerati malattie del mistero, come la fibromialgia e la sindrome da stanchezza cronica. Il virus è anche la causa di alcune malattie molto diffuse che i medici ritengono di conoscere ma che in realtà non conoscono affatto, tra cui i disturbi della tiroide, le vertigini e il tinnito (o acufene).
Questo capitolo spiega quando insorge il virus di Epstein-Barr, come si trasmette, come opera in stadi strategici, creando indicibili scompigli di cui nessuno sa nulla, e quali sono i provvedimenti (mai rivelati prima d’ora) che possono distruggere il virus e ripristinare un buono stato di salute.
LE ORIGINI E LA TRASMISSIONE DEL VIRUS DI EPSTEIN-BARR
Il virus di Epstein-Barr viene scoperto da due brillanti medici nel 1964, ma in realtà la sua diffusione comincia più di mezzo secolo pri agli inizi del Novecento. Le prime versioni del virus -tuttora esistenti – agiscono con relativa lentezza e possono anche non dare sintomi eviden ti fino all’età avanzata; anche allora, però, possono essere poco nocive. Molte persone hanno questi ceppi non aggressivi del virus.
Purtroppo, nel corso dei decenni il virus si è evoluto e di generazione in generazione è diventato sempre più minaccioso. Alla data d pubblicazione di questo libro, di norma le persone affette dal virus di Epstein-Barr ci convivono fino alla fine dei loro giorni. Di rado i medici individuano nel virus la causa alla base della miriade di problemi che crea; peraltro, anche quando lo riconoscono non hanno idea di come trattarlo.
Il virus si può contrarre in molti modi. Per esempio, il neonato può prenderlo dalla madre, oppure con il sangue infetto; gli ospedali non si schermano dal virus, quindi ogni trasfusione ci mette a rischio. Lo si può addirittura prendere mangiando al ristorante! Ciò accade perche i cuochi sono sottoposti a una pressione tremenda per preparare i piatti velocemente. Spesso si tagliano un dito o una mano, si mettono in fret ta un cerotto e continuano a lavorare; il loro sangue può finire nel piatto che stanno preparando e, se hanno il virus di Epstein-Barr nella fase contagiosa, chi lo mangia può contrarre l’infezione. Anche altri fuidi corporei possono trasmettere il virus, per esempio quelli che si scam biano durante l’amplesso; in alcune circostanze, è sufficiente un bacio.
Chi ha già contratto il virus però, non è sempre contagioso. Il che ci porta a un’altra verità che non è ancora stata svelata: il virus di Epstein-Barr attraversa quattro stadi diversi.
IL PRIMO STADIO DEL VIRUS DI EPSTEIN-BARR
Quando entra nell’organismo, l’EBV attraversa una fase iniziale latente, in cui scorre nel flusso sanguigno senza fare nient’altro che replicarsi lentamente per proliferare, aspettando l’occasione di scatenan un’infezione più diretta. Per esempio, se sottoponi il tuo corpo a un affaticamento estremo per settimane e non ti concedi l’opportunità di rimetterti in sesto, o lasci che il tuo corpo si privi di sostanze nutritive essenziali come lo zinco o la vitamina B12, o vivi un’esperienza traumatica come la rottura di una relazione o la morte di una persona cara, il virus intercetterà i tuoi ormoni legati allo stress e approfitterà di quel momento per deflagrare.
Spesso il virus di Epstein-Barr entra in azione quando l’organismo attraversa un mutamento ormonale importante, per esempio la pubertà, la gravidanza o la menopausa. Capita di frequente che agisca nelle puerpere. Le donne che hanno appena partorito possono sviluppare di versi sintomi, tra cui stanchezza, dolori dappertutto e depressione. In questo caso il virus non sfrutta la debolezza dell’organismo ma la presenza di ormoni, che per l’EBV sono una potente fonte di nutrimento la loro abbondanza funge da fattore scatenante. Per il virus che scorrono nel corpo sono come gli spinaci per Braccio di Ferro.
Il virus di Epstein-Barr ha una pazienza sovrumana. Il primo stadio in cui si fortifica in attesa dell’occasione ideale per deflagrare può durare settimane o mesi, ma anche un decennio o più, a seconda di una varietà di fattori.
Nel primo stadio il virus è particolarmente vulnerabile. Ma è anche impossibile da rilevare con i test e non causa sintomi, di conseguenza la persona che ne è colpita di solito non sa di doverlo combattere perché non si accorge della sua presenza.
IL SECONDO STADIO DEL VIRUS DI EPSTEIN-BARR
Alla fine del primo stadio l’EBV è pronto ad attaccare l’organismo. Ed è in questa fase che manifesta per la prima volta la sua presenza… trasformandosi in mononucleosi. E la famigerata infezione definita “malattia del bacio”, di cui tutti abbiamo sentito parlare durante l’adolescenza, quella che migliaia di studenti contraggono ogni anno logorando il loro organismo con lunghe notti di studio e di festeggiamenti.
Le comunità mediche ignorano che ogni caso di mononucleosi non è altro che il secondo stadio del virus di Epstein-Barr.
Questo è lo stadio in cui il virus è più contagioso, pertanto è consigliabile evitare di esporsi al sangue, alla saliva altri fluidi corporei di una persona affetta da mononucleosi… o evitare di esporre chiunque altro ai tuoi fluidi se tu sei affetto da questa malattia.
Durante il secondo stadio il sistema immunitario dichiara guerra al virus e invia cellule identificatrici che hanno il compito di “etichettare’ le cellule del virus, per esempio posizionando un ormone su di loro per contrassegnarle come invasori. Poi invia cellule da combattimento che hanno il compito di scovare ed uccidere le cellule contrassegnate: è l’esercito del tuo sistema immunitario che accorre in tua difesa.
L’asprezza di questa battaglia varia da persona a persona, perche ogni individuo è diverso dall’altro, e dipende anche dal ceppo o dalla varietà di virus che la persona ha contratto. Puoi avere una mononcleosi in forma lieve per una o due settimane che ti causa solo bruciore alla gola e stanchezza, nel qual caso è probabile che tu non ti accorga nemmeno di ciò che sta succedendo, quindi è probabile che non ti rivolga a un medico per fare un’analisi del sangue.
Ma può succedere che tu abbia un forte affaticamento, mal di gola, febbre, eruzioni cutanee e altri disturbi per diversi mesi. Se è cosi, è probabile che consultando un medico per fare delle analisi del sangue l’EBV si manifesti sotto forma di mononucleosi – il che accade il più delle volte.
Durante questo stadio il virus di Epstein-Barr cerca una casa permanente correndo verso uno o più organi, di solito il fegato e/o la milza. Il virus ama dimorare in questi organi perche il mercurio, la diossina e altre tossine tendono ad accumularsi li. E grazie a questi veleni il virus prolifera.
Uno dei segreti dell’EBV è che ha un migliore amico, un batterio che si chiama streptococco. Quando i due si accoppiano, il corpo deve affrontare non solo un virus ma anche un batterio, confondendo ancora di più il sistema immunitario e producendo la loro gamma di sintomi. Lo streptococco è il principale cofattore del virus di Epstein-Barr.
Durante il secondo stadio del virus, lo streptococco può salire causando infezioni alla gola, alle cavità nasali e paranasali o alla bocca; oppure scendere creando infezioni alle vie urinarie, alla vagina, ai reni o alla vescica, causando cistiti.
IL TERZO STADIO DEL VIRUS DI EPSTEIN-BAR
Una volta insediatosi nel fegato, nella milza e/o in altri organi, il virus vi si annida.
Da questo momento, quando un medico esegue un’analisi del sangue per verificare la presenza del virus, troverà degli anticorpi che interpreterà come segnali di un’infezione passata, ovvero della mononucleo insorta quando il virus era allo stadio precedente; non troverà traccia di un’attuale presenza del virus nel sangue. Questa confusione è una delle grandi cantonate nella storia della medici è cosi che il virus pass inosservato. Se non hai preso i provvedimenti descritti in questo libro per debellarlo, il virus in realtà è ancora vivo e causa nuovi sintomi… E sfugge alle analisi, perche si annida nel fegato, nella milza o in altri organi, e non sono ancora stati inventati test capaci di individuarli.
Con il virus nascosto negli organi, il corpo presume di aver vinto la guerra e che l’invasore sia stato sconfitto. Il sistema immunitario torna alla sua normalità, la mononucleosi è passata e il medico ti dice che sei guarito.
Purtroppo l’EBV è solo all’inizio del suo viaggio nel tuo corpo.
Se hai contratto una delle varietà più comuni, il virus può giacere inattivo nei tuoi organi per anni, forse anche decenni, senza che tu lo sappia. Se hai contratto una delle varietà più aggressive, può crearti seri problemi anche quando si annida: per esempio può scavare un profondo cunicolo nel fegato o nella milza provocando un ingrossamento e un’infiammazione di questi organi. Ancora una volta tieni a mente che il tuo medico non saprà scorgere il nesso tra la forma passata e l’attività presente del virus nei tuoi organi.
Il virus di Epstein-Barr può creare anche tre tipi di veleni:
– L’EBV secerne materiali di scarto tossici, o sottoprodotti virali. La produzione di questi materiali diventa sempre più cospicua man mano che le cellule del virus si moltiplicano, poiche l’esecito in espansione del virus continua a mangiare e a espellere sottoprodotti velenosi. Spesso questi materiali vengono scabiati per spirochete, determinando falsi esiti positivi in analisi come il test per il titolo anticorpale della borreliosi (un test diagnostico per la malattia di Lyme) e portare a diagnosticare erroneamente la malattia di Lyme.
– Quando una cellula del virus muore – il che succede spesso, poiche le cellule hanno un ciclo vitale di sei settimane – le sue spoglie residue sono di per se tossiche e dunque continuano ad avvelenare il corpo. Come nel caso dei sottoprodotti virali, il problema diventa più grave man mano che l’esercito del virus cresce, creando affaticamento.
– I veleni che il virus produce con questi due processi hanno la capacità di generare una neurotossina, ovvero un veleno che dsturba le funzioni nervose e confonde il sistema immunitario. Il virus secerne questa speciale tossina in periodi strategici del terzo stadio e lo farà continuamente durante il quarto, per evitare che il sistema immunitario lo prenda di mira e lo attacchi.
I problemi che possono insorgere dall’annidamento negli organi di una varietà aggressiva del virus di Epstein-Barr includono i seguenti:
– ll fegato funziona cosi a rilento che non riesce a depurare corpo da tutte le tossine
– L’epatite C (l’EBV è infatti la causa primaria dell’epatite C)
Il rallentamento dell’attività del fegato causa un abbassamento de livelli di acido cloridrico nello stomaco, quindi il tratto intestinale comincia ad intossicarsi. Ne consegue che una parte del cibo non viene mincia digerita interamente e resta bloccata nel tratto intestinale, dove entra in putrefazione e causa gonfiori e/o costipazione.
Sviluppi un’intolleranza verso alimenti che non ti hanno mai causato problemi prima d’ora. Questo accade quando il virus consuma cibi che gli piacciono, come il formaggio, e li trasforma in qualcosa che il tuo corpo non riconosce.
Il virus resta in attesa finche capta la presenza di ormoni legati allo stress, i quali indicano che sei in uno stato particolarmente vulnerabile – per esempio perchè per un lungo periodo hai lavorato giorno e notte, perchè hai avuto un turbamento emotivo o un trauma fisico come un incidente d’auto o quando sente che stai attraversando una fase di scompiglio ormonale, come una gravidanza o la menopausa.
Quando è quasi pronto a sferrare l’attacco, il virus comincia a secenere la sua neurotossina, aggravando il fardello che l’organismo deve sopportare a causa dei sottoprodotti e delle spoglie residue delle cellule del virus. Tutto questo veleno presente nell’organismo alla fine mette in allarme il sistema immunitario, che però è confuso perche non sa da dove provengano tutte quelle tossine.
Lupus eritematoso sistemico
La risposta del sistema immunitario che ho appena descritto scatena i misteriosi sintomi che inducono i medici a diagnosticare il lupus eritematoso sistemico. Le comunità mediche non comprendono che il lupus è solo una reazione del corpo ai sottoprodotti e alle neurotossine dell’EBV. È una reazione allergica dell’organismo a quelle neurotossine, in base alla quale si alzano gli indici infiammatori che i medici cercano per identificare e diagnosticare il lupus. In verità, il lupus è solo un’infezione virale scatenata dall’Epstein-Barr.
lper tiroidismo e altri disturbi della tiroide
Mentre il sistema immunitario è in preda allo scompiglio, il virus di Epstein-Barr approfitta del caos per lasciare gli organi in cui si è annidato e correre verso un altro organo o una ghiandola maggiore: è la volta della tiroide!
Le comunità mediche non sanno che l è la vera causa della maggior parte dei disturbi e delle malattie della tiroide, specialmente il morbo di Hashimoto, ma anche il morbo di Graves, il cancro alla tiroide e altre patologie. (A volte le malattie della tiroide sono causate dalle radiazioni, ma in oltre il 95 per cento dei casi il colpevole è l’EBV).
La ricerca non ha ancora trovato le vere cause dei disturbi della tiroide ed è ancora lontana anni luce dallo scoprire che è l’EBV a provocarli.
Se un medico ti diagnostica il morbo di Hashimoto significa che in realtà non sa qual è il problema, dirà che il tuo corpo sta attaccando la tua tiroide, ma è un’idea che deriva dalla cattiva informazione. In verità è l’EBV, non il tuo corpo, ad attaccare la tiroide.
Una volta nella tiroide, il virus di Epstein comincia a penetrare nei tessuti. Le cellule del virus si avvitano e penetrano come tra pani all’interno della ghiandola, uccidendo le sue cellule e lesionando l’organo man mano che procedono, creando infine un ipotiroidismo nascosto in milioni di donne, dai casi lievi a quelli più gravi. Il sistema immunitario se ne accorge e cerca di intervenire, causando un’infiammazione; ma tra la neurotossina dell’EBV, i sottoprodotti virali e le spoglie velenose che generano confusione, e con la presenza del virus di Epstein-Barr nella tiroide, il sistema immunitario non riesce a etichettare il virus e a prenderlo di mira per distruggerlo completamente.
Anche se lo scenario che ho descritto può apparire inquietante, non lasciarti spaventare: la tiroide ha la capacità di rinvigorirsi e guarire quando le fornisci ciò di cui ha bisogno. E non sottovalutare mai il po tere del sistema immunitario, che alla fine di questo capitolo si attiverà per il solo fatto che avrai capito qual è la verità.
Come opzione di riserva, il sistema immunitario cerca di erigere mura per arginare il virus utilizzando il calcio e producendo cosi dei noduli nella tiroide. Tuttavia, questa misura non è efficace: innanzi tutto, la maggior parte delle cellule del virus sfugge all’attacco e continua a vagare libera; inoltre, una cellula del virus che il sistema immunitario è riuscito a bloccare con un muro, di solito, rimane in vita e trasforma la sua prigione di calcio in una confortevole dimora, dove si nutre della tiroide, prosciugandone l’energia. La cellula del virus può anche trasformare la sua prigione in un escrescenza, chiamata cisti, che sottopone la tiroide a un’ulteriore pressione.
Nel frattempo, gli attacchi contro il virus di Epstein-Barr possono danneggiare te se non mangi una quantità adeguata di cibi ricchi di calcio. Questo accade perche, se il tuo sistema immunitario non riesce a procurarsi il calcio dal sangue per erigere le mura, lo preleverà dalle tue ossa causando l’osteoporosi … Simultaneamente, le centinaia di cellule del virus che non sono rimaste imprigionate nei noduli possono indebolire la tua tiroide rendendola meno efficace nella produzione degli ormoni necessari al funzionamento del tuo organismo. La penuria di ormoni della tiroide, combinata alle tossine del virus, può causare aumento di peso, stanchezza, confusione mentale, disturbi della memoria, depressione, caduta dei capelli, sfaldamento delle unghie, debolezza muscolare e/o decine di altri sintomi.
Alcune varietà rare particolarmente aggressive dell’EBV possono fare anche di peggio: produrre un cancro alla tiroide. Negli Stati Uniti, la diffusione di questo cancro è in rapido aumento. Le comunità me diche non sanno che la causa è un aumento delle forme più aggressive dell’EBV.
Il virus di Epstein-Barr invade la tiroide per una ragione strategica: cerca di confondere il sistema endocrino e lo sottopone a un forte stress. Quando le ghiandole surrenali sono in condizioni di stress producono più adrenalina, un alimento prediletto dal virus perchè lo fortifica e lo mette in condizione di attaccare il suo ultimo bersaglio: il sistema nervoso.
IL QUARTO STADIO DEL VIRUS DI EPSTEIN-BARR
L’obiettivo finale del virus di Epstein-Barr è allontanarsi dalla tiroide e infiammare il sistema nervoso centrale. In condizioni normali, il sistema immunitario glielo impedirebbe, ma se il virus è riuscito a logorare il tuo organismo nel terzo stadio entrando nella tiroide, e se per giunta subisci inaspettatamente un grave colpo fisico o emotivo, il virus approfitta della tua vulnerabilità e comincia a causare una moltitudine di strani sintomi che vanno dalle palpitazioni cardiache a dolori generalizzati e nevralgie.
Uno scenario che si verifica spesso è che, dopo aver subito un incidente, un intervento chirurgico o un altro genere di lesione fisica, avverti un forte malessere per un periodo molto più lungo della convalescenza prevista per quel trauma; la reazione tipica è sentirsi “come se mi fosse passato sopra un camion”. Analisi del sangue, radiografie e risonanze magnetiche non rivelano alcun problema, perciò i medici non si accorgono del virus che sta infiammando i nervi. Il quarto stadio del virus di Epstein-Barr è quindi una delle cause principali della malattia del mistero, ovvero di quei problemi che disorientano i medici.
Quello che sta accadendo, in realtà, è che i nervi lesionati scatenano un ormone di “allarme” per avvertire il corpo che i nervi sono esposti e necessitano di una riparazione. Nel quarto stadio il virus l’ormone e attacca i nervi lesionati.
Un nervo è simile a un lamento con piccoli peli radicali alle propaggini; quando il nervo è lesionato, i peli radicali si aprono ai lati della guaina che lo racchiude: il virus aspetta che si aprano questi varchi per aggredire il nervo. Se succede, può tenere il nervo infiammato per anni, di conseguenza puoi avere anche una lesione relativamente piccola che rimane infiammata e che ti causa dolori continui I problemi derivanti da questa infiammazione virale possono in cludere dolori muscolari, dolori articolari, aree tensive diffuse, dolori alla schiena, formicolio e/o torpore alle mani e ai piedi, emicrania, stanchezza protratta, vertigini, miodesopsie (mosche volanti agli occhi, insonnia, sonni inquieti e sudorazione notturna. I pazienti affetti da questi problemi a volte si vedono diagnosticare la fibromialgia, la sindrome da stanchezza cronica o l’artrite reumatoide: tutte patologie con sintomi che le comunità mediche per loro stessa ammissione non comprendono e per le quali non hanno una cura. Ai pazienti vengono somministrate cure inappropriate che non affrontano il vero colpevole, perche queste malattie del mistero in realtà sono il quarto stadio dell’ EBV.
Uno degli errori più gravi di tutti i tempi è la tendenza a scambiare i sintomi dell’Epstein-Barr nelle donne per menopausa o perimenopausa. Sintomi come vampate, sudorazione notturna, palpitazioni, vertigini, depressione, caduta dei capelli e ansia vengono di solito erroneamente interpretati come sintomi dovuti ai cambiamenti ormonali, cosa che ha portato al disastroso dilagare della terapia ormonale sostitutiva (per saperne di più, leggi il Capitolo 15, “La sindrome premestruale e la menopausa”)
Esaminiamo ora le malattie croniche che disorientano i medici da decenni e che sono una conseguenza del quarto stadio del virus di Epstein-Barr.
La sindrome da stanchezza cronica
Sono innumerevoli i casi di donne che si sono sentite negare l’esistenza di una causa fisica per la loro sofferenza. Come chi è colpito da fibromialgia (vedi oltre), le persone affette dalla sindrome da stan chezza cronica chiamata anche “encefalomielite mialgica benigna/sindrome da stanchezza cronica”, sindrome da stanchezza cronica e disfunzione immunitaria da intolleranza e malattia da intolleranza sistemica allo sforzo – spesso si sentono dire che sono bugiarde, pigre, fissate e/o pazze. E una malattia che colpisce un numero esorbitante di donne. E si sta diffondendo sempre di più.
E sempre più comune il caso di studentesse universitarie che tornano a casa a metà anno con questa patologia, incapaci di fare qualunque cosa se non starsene sdraiate a letto. Per una ragazza di vent’anni o poco più, contrarre questa malattia può essere particolarmente devastante, perche la costringe a guardare le amiche che vanno avanti con le loro relazioni e i loro impegni, mentre lei si sente bloccata e incapace di esprimere tutte le sue potenzialità. Anche per le trentenni, le quarantenni e le cinquantenni la malattia è gravosa: se è vero che a quell’età hanno già costruito la loro vita e una rete di supporto, è anche vero che hanno delle responsabilità. Probabilmente provano a prodigarsi per tutti, a gestire più di quanto riescano a fare e sentono la pressione di dover agire normalmente anche quando sono colpite dalla malattia.
Per le donne di tutte queste fasce d’età, all’isolamento causato dalla malattia si aggiungono i sensi di colpa, la paura e la vergogna che si accompagnano alla diagnosi sbagliata. Sono sicuro che, se sei affetta dalla sindrome da stanchezza cronica e hai dovuto combattere con profonde sofferenze fisiche, qualcuno ti avrà detto: “Sembri in perfetta salute.” Quando stai male è demoralizzante sentirti dire dai medici dagli amici o dai familiari che non hai niente che non va.
La sindrome da stanchezza cronica è reale. È virus di Epstein-Barr. Come abbiamo visto, le persone affette da questa sindrome hanno un elevato carico virale dell’Epstein-Barr, il quale colpisce sistematicamente l’organismo creando una neurotossina che infiamma il sistema nervoso centrale. A lungo andare, questo processo può indebolire le ghiandole surrenali e l’apparato digerente, dando cosi la sensazione di avere le batterie scariche.
La fibromialgia
Per sei decenni le comunità mediche hanno negato che la fibromialgia avesse un legittimo fondamento. Ora cominciano ad ammettere finalmente che si tratta una vera e propria malattia.
Tuttavia, la migliore spiegazione offerta dalla medicina ufficiale è che la fibromialgia è causata da nervi iperattivi. Che tradotto signifca… nessuno ne ha la più pallida idea Non è colpa dei medici. Nessuno fornisce loro un libro magico che spieghi quali rimedi potrebbero aiutare i pazienti affetti da fibromialgia ne quale sia la vera causa delle loro sofferenze. La medicina ufficiale è ancora molto lontana dallo scoprire la fonte di questa malattia: perche è virale, e si origina a un livello dei nervi che gli attuali strumenti medici non sono in grado di rilevare.
Le persone affette da fibromialgia sono sottoposte a un attacco reale e debilitante. E il virus di Epstein-Barr a causare questa patologia, infiammando sia il sistema nervoso centrale sia i nervi che attraversano tutto il corpo, provocando continui dolori, sensibilità al tocco, grave affaticamento e una serie di altri sintomi.
Il tinnito
Il tinnito o acufene il ronzio all’orecchio di solito è causato dal virus di Epstein-Barr che penetra nel nervo dell’orecchio interno, chiamato labirinto auricolare. Il ronzio è dovuto al virus che infiamma e fa vibrare il labirinto e il nervo vestibolococleare.
Le vertigini e la sindrome di Menière
Le vertigini e la sindrome di Memière sono spesso attribuite dai medici alla presenza di cristalli di calcio, o calcoli, che si disgregano nell’orecchio interno. Tuttavia, il più delle volte i casi cronici sono caussati dalla neurotossina dell’Epstein-Barr che infiamma il nervo vago.
Altri sintomi
Ansia, capogiri, oppressione al torace, dolori al petto, spasmi esofagei e asma sono disturbi che possono essere causati da un’infiammazione del nervo vago dovuta al virus di Epstein-Barr.
L’insonnia, il formicolio e il torpore alle mani e ai piedi possono essere causati dall’infiammazione cronica dei nervi frenici dovuta al virus di Epstein-Barr.
Le palpitazioni cardiache possono derivare dall’accumulo di sotto prodotti e di spoglie tossiche delle cellule virali nella valvola mitrale. Se hai o sospetti di avere l’EBV, è probabile che al quarto stadio tu scopra he il virus può essere oltremodo frustrante. Consolati. Se prendi i provvedimenti giusti – che le comunità mediche ancora non conoscono, ma che sono spiegati alla fine di questo capitolo – puoi guarire, ricostruire il tuo sistema immunitario, tornare alla normalità e riprendere in mano il controllo della tua vita.
TIPI DI VIRUS DI EPSTEIN-BARR
Come ho accennato, esistono oltre sessanta varietà del virus di Epstein-Barr. Il numero è cosi ampio perche il virus esiste da oltre cento anni, è passato attraverso generazioni di persone, mutando e moltipli- cando i suoi vari ibridi e ceppi nel tempo. I ceppi si possono suddividere in sei gruppi in ordine di gravità, con circa dieci tipi per gruppo.
Il Gruppo 1 dell’EBV è il più antico e il più lieve. In genere queste versioni del virus impiegano anni, o addirittura decenni, per passare da uno stadio all’altro. I loro effetti cominciano a sentirsi verso i settanta o gli ottant’anni di età, ma non generano altro che un aumento del mal di schiena. Possono anche rimanere confinati negli organi senza mai raggiungere il terzo o il quarto stadio.
Il Gruppo 2 passa da uno stadio all’altro con maggiore rapidità del Gruppo 1; i sintomi possono affiorare intorno ai cinquanta o ai sessant’anni di età. Queste varietà tendono a rimanere nella tiroide e a inviare solo alcune cellule virali a infiammare i nervi, per cui l’infiammazione del sistema nervoso è relativamente lieve. L’unica varietà di cui le comunità mediche sono a conoscenza è questa.
Il Gruppo 3 dell’EBV passa da uno stadio all’altro più velocemente del Gruppo 2, quindi i sintomi cominciano ad affiorare intorno ai quarant’anni; inoltre, questo gruppo arriva sempre al quarto stadio, ovvero abbandona la tiroide per attaccare i nervi. I virus di questo gruppo possono causare un’ampia gamma di disturbi, come dolori articolari spossatezza, palpitazioni, acufeni e vertigini.
Il Gruppo 4 dell’EBV rea notevoli problemi g intorno ai trent’anni. La sua azione aggressiva sui nervi può dare luogo a sintomi associati a fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica, confusione mentale disorientamento, ansia, sbalzi d’umore e a tutti i sintomi provocati da gruppi precedenti. Questo gruppo può generare anche sintomi legati al disturbo da stress post-traumatico, pur non avendo il paziente mai subito un trauma, se non l’infiammazione causata dal virus.
Il Gruppo 5 crea problemi evidenti già intorno ai vent’anni. E’ una forma particolarmente maligna del virus perche colpisce le persone giovani proprio mentre si preparano a cominciare la loro vita indipendente. Può causare tutti i problemi del Gruppo 4 e scatena emozioni negative, come paura e preoccupazione. Poiche non riescono a trovare nulla di anomalo, e percepiscono questi pazienti come persone giovani e sane, spesso i medici dichiarano che è “tutto nella loro testa”, e li inviano da uno psicologo per convincerli che quel che sta accadendo nel loro corpo non è reale. A meno che il paziente si trovi di fronte a un medico che segue la tendenza della malattia di Lyme, nel qual caso è probabile che gli venga diagnosticata erroneamente questa malattia. La forma peggiore dell’EBV è quella del Gruppo 6, che può colpire anche durante l’infanzia. Oltre a tutti i disturbi causati dal Gruppo 5 questo gruppo può provocare sintomi cosi gravi da essere scambiato per leucemia, meningite virale, lupus e altre patologie. Inoltre sopprime il sistema immunitario, portando a un’ampia gamma di sintomi tra cui eruzioni cutanee, debolezza agli arti e gravi neuropatie.
GUARIRE DAL VIRUS DI EPSTEIN-BARR
Poiche è molto facile da contrarre e molto difficile da individuare e poiche può causare molti sintomi misteriosi, il virus di Epstein-Barr tende ad avere la meglio e a gettare nello sconforto chi ne è affetto.
La buona notizia è che, se segui attentamente e con pazienza i passi elencati in questo paragrafo e nella Parte IV del libro, puoi guarire.
Puoi ripristinare il tuo sistema immunitario, liberarti dal virus, rinvigorire il tuo corpo, recuperare il controllo sulla tua salute e andare avanti con la tua vita. La durata del processo di guarigione varia da persona a persona in base a una miriade di fattori. Alcune persone sconfiggono il virus in soli tre mesi, ma la maggior parte impiega circa un anno; altre hanno bisogno di almeno diciotto mesi per debellare i virus.
Alimenti terapeutici
Alcuni frutti e alcune verdure possono aiutare il tuo corpo a liberarsi del virus di Epstein-Barr e a guarire dai suoi effetti. Quelli che elenco qui di seguito (più o meno in ordine di importanza) sono i cibi migliori da inserire nella tua dieta. Prova a mangiare almeno tre di questi alimenti tutti i giorni più ne mangi, meglio è consumandoli a rotazione in modo da immetterli tutti nel tuo organismo nell’arco di una o due settimane.
– Mirtilli selvatici: aiutano a ripristinare il sistema nervoso centrale e a espellere le neurotossine dell’EBV dal fegato.
– Sedano: rafforza la produzione di acido cloridrico nel fegato (nota: credo sia errore di traduzione fegato=stomaco) e sali minerali al sistema nervoso centrale.
– Germogli: hanno un alto contenuto di zinco e selenio e rafforzano le difese del sistema immunitario contro il virus.
– Asparagi: depurano il fegato e la bile; rafforzano il pancreas.
– Spinaci: creano un ambiente alcalino nel corpo e offrono al sistema nervoso un apporto di micronutrienti altamente assimilabili.
– Coriandolo: facilita l’eliminazione dei metalli pesanti, come il mercurio e il piombo, che sono gli alimenti prediletti del virus.
– Prezzemolo: facilita l’eliminazione di alti livelli di rame e alluminio, che nutrono il virus.
– Olio di cocco: è un antivirale e svolge una funzione antinfiammatoria.
– Aglio: è antivirale e antibatterico e protegge contro il virus.
– Zenzero: aiuta ad assimilare le sostanze nutritive e allevia gli spasmi associati al virus.
– Lamponi: sono ricchi di antiossidanti che servono a rimuovere i radicali liberi dall’organismo e dal flusso sanguigno.
– Lattuga: stimola l’azione peristaltica nel tratto intestinale e aiuta il fegato a depurarsi dal virus.
– Papaia: ristabilisce il sistema nervoso centrale; rafforza e ricostruisce l’acido cloridrico nel fegato (nota: credo sia errore di traduzione fegato=stomaco).
– Albicocca: ricostruisce il sistema immunitario e rinvigorisce il sangue.
– Melagrana: aiuta a disintossicare e a depurare il sangue e il sistema linfatico.
– Pompelmo: è una ricca fonte di calcio e bioflavonoidi, che supportano il sistema immunitario e favoriscono l’espulsione delle tossine dal corpo.
– Cavolo riccio: ha un alto contenuto di alcaloidi specifici che proteggono da virus come l’EBV.
– Patate dolci: aiutano a depurare e disintossicare il fegato dai sottoprodotti e dalle tossine del virus.
– Cetrioli: rafforzano i reni e le ghiandole surrenali e favoriscono l’espulsione delle neurotossine dal sangue.
– Finocchio: ha forti proprietà antivirali che aiutano a combattere il virus.
Erbe terapeutiche e integratori
Le erbe e gli integratori elencati di seguito (approssimativamente più o meno in ordine di importanza) possono rafforzare ulteriormente il tuo sistema immunitario e aiutare il tuo corpo a guarire dagli effetti del virus:
– Uncaria, o unghia di gatto: è un’erba che riduce la proliferazione del virus e di alcuni suoi cofattori, come gli streptococchi dei gruppi A e B.
– Argento colloidale: attenua il carico virale del virus.
– Zinco: rafforza il sistema immunitario e protegge la tiroide dalle infiammazioni dell’EBV.
– Vitamina B12 (sotto forma di metilcobalamina e/o adenosilcobalamina): rafforza il sistema nervoso centrale.
– Radice di liquirizia: riduce la proliferazione del virus e rafforza i le ghiandole surrenali.
– Melissa: ha proprietà antivirali e antibatteriche; uccide le cellule dell’EBV e rafforza il sistema immunitario.
– 5-metiltetraidrofolato: aiuta a rafforzare il sistema endocrino e il sistema nervoso centrale.
– Selenio: rafforza e protegge il sistema nervoso centrale.
– Alga rossa: è un potente antivirale che rimuove metalli pesanti, come il mercurio, e riduce il carico virale.
– Lisina: abbassa il carico del virus e agisce come antinfiammatorio sul sistema nervoso centrale.
– Spirulina (preferibilmente hawaiana): ricostruisce il sistema nervoso centrale ed elimina i metalli pesanti.
– Ester C: rafforza il sistema immunitario e favorisce l’espulsione delle tossine del virus dal fegato.
– Ortica: fornisce preziosi micronutrienti al cervello, al sangue e al sistema nervoso centrale.
– Monolaurina: esercita un’azione antivirale; abbatte i carico vi rale dell’EBV e ne riduce i cofattori.
– Bacca di sambuco: esercita un’azione antivirale, rafforza il sistema immunitario
– Trifoglio rosso: depura il fegato, il sistema linfatico e la bile dalle neurotossine prodotte dal virus
– Anice stellato: esercita un’azione antivirale; aiuta a distruggere fegato e nella tiroide.
– Curcumina: è un componente della curcuma che aiuta a rafforzare il sistema endocrino e il sistema nervoso centrale.
CASE HISTORY
Una carriera quasi finita a causa del virus di Epstein-Barr
Michelle e il marito Matthew lavorano entrambi in una grande azienda e occupano posizioni di rilievo. Michelle è una figura di primo piano nell’a- zienda e si vanta di essere andata al lavoro fino al termine della gravidanza entrando in maternità solo al momento del travaglio.
Dopo il parto, Michelle s’innamora all’istante del suo bambino, Jordan. Non potrebbe essere più felice di cosi. “Adesso ho tutto” pensa. “Ho una carriera che amo e una famiglia che amo ancora di più”.
Ma il brillante futuro di Michelle comincia a offuscarsi quando la coglie una stanchezza che non riesce a scrollarsi di dosso. Nonostante le vitamine che prende e l’attività fisica che pratica, si sente continuamente esausta, così si rivolge a un medico. Dopo la visita, il medico sminuisce il suo malessere: “A me pare che lei stia bene. È naturale essere spossati quando c’è un neonato. Provi solo a dormire di più e non si preoccupi”.
Allora Michelle cerca di dormire di più. Dopo un’altra settimana, si sente ancora peggio. Sospettando che il problema sia dovuto ai postumi della gravidanza, si rivolge al suo ginecologo, il quale le prescrive delle analisi del sangue per valutare diversi valori, tra cui quelli relativi al funzionamento della tiroide. Quando arrivano i risultati, il ginecologo le diagnostica corret tamente la malattia di Hashimoto; ciò significa che la tiroide di Michelle non produce più i necessari livelli di ormoni.
Michelle intraprende una terapia per riportare i livelli ormonali alla nor malità. La cura la fa sentire meglio ma non bene come prima della gra vidanza. Aveva progettato di tornare al lavoro un mese dopo il parto, ma deve rimandare il rientro.
Dopo circa sei mesi, la spossatezza di Michelle si ripresenta in una forma ancora più grave. È in questo momento che per Michelle cominciano i veri problemi. In breve tempo ha difficoltà anche a occuparsi di Jordan, Matthew accetta di occuparsene fino a quando lei starà meglio.
Ma Michelle continua a peggiorare. Oltre a essere esausta, comincia a sentire dolori dappertutto, specialmente alle articolazioni. Cosi torna da ginecologo e si sottopone ad altre analisi risultati non evidenziano alcun problema: grazie al farmaco per la tiroide che Michelle continua a prendere, i livelli ormonali ora sono perfetti, come lo sono i livelli delle vitamine e dei sali minerali. Il ginecologo è sconcertato.
Sospettando che i sintomi di Michelle siano legati alla condizione della tiroide, il ginecologo la manda da un importante endocrinologo (lo spe a dei problemi ormonali). Lo specialista esegue un profilo tiroideo completo e analizza altri livelli ormonali di Michelle da varie angolazioni. La sua conclusione è che Michelle soffre di un lieve affaticamento surrenale”.
C’è una piccola parte di verità in questa diagnosi. Le ghiandole di Michelle sono affaticate a causa del virus di Epstein-Barr, che si è scatenato durante la gravidanza e che adesso infiamma la tiroide.
L’endocrinologo le consiglia di rilassarsi e di evitare lo stress. Per seguire suo consiglio, Michelle sospende i progetti di consulenza da freelance che aveva avviato lavorando da casa. In realtà il lavoro di Michelle non ha nulla a che fare con la sua patologia. La sua fonte di stress non è il lavoro ma la malattia, che si sta mangiando la sua vita, e la disperazione data dal fatto di non riuscire a comprenderla o a fare qualcosa per contrastarla.
Michelle continua a peggiorare. Adesso ha un’infiammazione alle gi nocchia che le provoca gonfiore e le rende difficile camminare. Compra dei tutori per le ginocchia e decide di cercare aiuto in modo più combattivo Il suo intuito le dice che nel suo corpo è presente un invasore, perciò si ri volge a uno specialista di malattie infettive: sarebbe esattamente la cosa giusta da fare, se gli infettivologi sapessero davvero riconoscere e curare le precedenti infezioni da EBV.
Purtroppo non è così. Quindi, dopo una sfibrante serie di analisi e dopo aver notato che Michelle aveva sviluppato gli anticorpi per una passata in fezione da EBV, lo specialista liquida il problema come se niente fosse: le dice che fisicamente sta bene, aggiunge che forse è depressa, e le propone perciò di rivolgersi uno psichiatra. Furiosa per sentirsi dare della squilibrata solo perche cerca di affrontare quello che lei percepisce come un problema fisico reale, Michelle si alza (dolorosamente) ed esce dallo studio.
Sempre più disperata, consulta specialisti di ogni settore. Si sottopone a ultrasuoni, radiografie, risonanze magnetiche, TAC e a un’infinità di analisi del sangue. Si sente dire che ha la candida, la fibromialgia, la sclerosi multipla,il lupus, la malattia di Lyme e l’artrite reumatoide: nessuna di queste diagnosi è corretta. Le prescrivono farmaci immunosoppressori, antibiotici e innumerevoli integratori: nessuno di questi l’aiuta.
Michelle comincia a soffrire d’insonnia, ha le palpitazioni e sviluppa vertigini croniche che le procurano nausea e stordimento. Perde peso, passan do da sessantatre a cinquantadue chili.
Presto Michelle è costretta a rimanere a letto per la maggior parte del tempo. Si sta consumando. Suo marito, Matthew, è terrorizzato.
Dopo aver esplorato ogni altra opzione per quattro anni, Matthew, su suggerimento del naturopata che ha visitato Michelle, decide di rivolgersi a me come ultima spiaggia. Quando la mia assistente risponde al telefono Matthew scoppia a piangere. “Qual è il problema?” gli chiede. “Mia moglie sta morendo” replica.
Al nostro primo appuntamento Matthew decide di svolgere gran par te della conversazione seduto accanto alla moglie, che è a letto. Matthew comincia a raccontarmi la storia di Michelle, ma dopo meno di un minuto lo interrompo. “Va bene” dico. “Lo Spirito mi dice che si tratta di una forma aggressiva del virus di Epstein-Barr”
La neurotossina del virus sta infiammando tutte le articolazioni di Michelle. L’insonnia e il dolore agli arti inferiori sono la conseguenza dell’infiammazione cronica dei nervi frenici. Le vertigini sono causate dalla neurotossina del virus che infiamma il nervo vago. E le palpitazioni sono provocate dall’accumulo di spoglie e di sottoprodotti del virus nella valvola mitrale.
“Non preoccupatevi” dico a Michelle e Matthew. “So come sconfiggere il virus”.
Con tutta l’energia e la gioia che riesce a recuperare, Michelle esclama: “Lo sapevo che era un virus!”.
È il primo, importantissimo passo del suo processo di guarigione. Le consiglio una miscela di succo di sedano e papaia, un ottimo rimedio per rinvigorire persone che si trovano nelle condizioni di Michelle (sotto peso, incapace di mangiare, invasa da un alto numero di cellule virali). Poi aggiungo altri suggerimenti che trovi in questo capitolo, tra cui una lista di integratori utili, e le raccomandazioni elencate nella Parte IV, “Come puoi guarire finalmente”
Grazie alla dieta depurativa di Michelle, l’EBV cessa di proliferare. Nell’arco di una settimana il gonfiore alle ginocchia si riduce sensibilmente, la lisina fa cessare le vertigini, e gli altri integratori cominciano a uccidere le cellule esistenti del virus e/o a rallentarne la produzione di nuove.
Da li a tre mesi Michelle riesce ad alzarsi e a camminare regolarmente.
Nell’arco di nove mesi riprende a lavorare part-time nella sua azienda con mpegno richiesto dalle sue mansioni. E dopo diciotto mesi i dolori e tutto e sofferenze sono solo un ricordo: è riuscita a sconfiggere il virus di Epstein Barr. Oggi Michelle ha recuperato completamente la salute, è piena di energia e si destreggia con gioia tra il lavoro e la famiglia.
CASE HISTORY
Uscire dalla prigione della sindrome da stanchezza cronica
Cynthia è madre di due bambini. Dopo la nascita della seconda figlia, Sophie, Cynthia comincia ad avvertire una forte stanchezza. Prende di tutto per affrontare la giornata, e risolve di aumentare la sua dose di caffè per poter stare in piedi. Nell’arco di qualche anno deve lasciare il suo impiego part-time in un negozio di abbigliamento perche i lunghi pisolini le occupano i pomeriggi; ha bisogno di riposarsi per avere le forze necessarie a andare a prendere i bambini alla fermata dello scuolabus, preparare la cena iutarli a fare i compiti.
Cynthia nota che diventa sempre più irritabile e litiga spesso con il marito, Mark, il quale non capisce perche sia sempre cosi stanca: dopotutto le analisi non rivelano alcun problema. Il medico dice che è perfettamente sana e conclude che forse è solo infelice o depressa, a queste parole, Cynthia esce stizzita dallo studio del medico. Tutta la sua infelicità deriva dal fatto che è stanca e che fatica persino a stare in piedi, non viceversa. Ma suo marito concorda con il medico e diventa sempre più ostile nei suoi confronti.
Il continuo stress diventa insopportabile per Cynthia, la vita le sembra un peso insostenibile. Non trova neanche le energie per spazzolarsi i capelli e il solo pensiero di passare l’aspirapolvere o lavare i piatti la fa sentire esausta. Vedendo la situazione da fuori, sembra che abbia rinunciato a vivere. Mark si arrabbia sempre di più: adesso vuole separarsi. “Lavoro sodo tutto il giorno in ufficio: non posso avere anche queste preoccupazioni e non posso occuparmi delle faccende di casa” le dice. “Questi compiti spettano a te”.
Sottoposta a quella pressione, Cynthia si sente più che mai in dovere di stare meglio, ma i timori sul suo matrimonio e su quello che accadrebbe ai suoi figli aggravano ulteriormente la sua spossatezza. Non è neanche in grado di guidare fino al supermercato ne di preparare la cena per la sua famiglia. Riesce solo a stare sdraiata a letto o sul divano. E così che può apparire un caso non diagnosticato di sindrome da stanchezza cronica di entità medio-grave. Quando Cynthia si rivolge a me la sua vita è a pezzi. Il marito l’ha lasciata, i suoi figli – Sophie, che ora ha sette anni, e Ryan, che ne ha nove – hanno perso l’unità della famiglia. I sintomi che il medico aveva ricondotto a un disturbo psichiatrico in realtà erano dovuti ad un problema fisico reale: il virus di Epstein-Barr. La storia di Cynthia è la stessa di moltre altre donne.
Comincio a informare Cynthia del fatto che ha un’infezione da EBV che suo medico non ha rilevato. Le inquadro la sindrome da stanchezza cronica cosi come l’ho descritta in questo capitolo e, per attenuare il carico virale e sopperire alle carenze nutrizionali, le espongo le terapie delineate in queste pagine e nella Parte IV del libro. Cynthia segue le raccomandazioni dello Spirito come se la sua vita dipendesse da loro, e di fatto è così.
Poco a poco, Cynthia comincia a sentirsi meglio. Le ghiandole surrenali riprendono a funzionare normalmente e la sua capacità di resistenza ritorna. Riesce di nuovo a occuparsi dei suoi figli, sbrigare le commissioni, tenere pulita la casa e prendersi cura dei suoi capelli, il tutto senza i litri di caffè su cui faceva damento poco tempo prima. Infine ritrova le energie anche per tornare a lavorare.
Dopo aver notato questo cambiamento, Mark le telefona e la invita fuori cena: sua madre si occuperà dei bambini, le dice. Quando arrivano nel bel ristorante dove amoreggiavano in passato, quando erano studenti universitari, Mark le rivela che ha chiamato il ristorante nel pomeriggio per farle preparare uno speciale menu salutare e che, per solidarietà nei suo confronti, ha ordinato lo stesso per se. Gustando un hummus di pomodori secchi e involtini di verdure e alga nori, Mark non si mette esattamente a piangere (certe cose non cambiano mai), ma trattiene a stento le lacrime mentre si scusa per il suo comportamento.
Cynthia rimane in silenzio, poi risponde con un sorriso gioioso: “Puoi sempre rimediare”.
Dopo aver sondato il terreno per qualche settimana – Cynthia vuole accertarsi che lui non la rivoglia solo per avere una balia e una domestica – la famiglia si riunisce. Mark ora si sveglia presto tutti i sabati mattina per andare al mercato prima che finiscano l’insalata.
CASE HISTORY
Dimenticare i dolori della fibromialgia
Stacy, una donna di quarantun anni che lavora part-time come segretaria in uno studio medico, è sposata da più di quindici anni con Rob, che lavora presso un concessionario di automobili. Stacy non ha mai avuto energie per fare tutte le gite che Rob organizzava con le loro figlie. In effetti non è mai stata benissimo, ha sempre avuto qualche dolore e si è sempre stancata più facilmente delle amiche. E da quando è nata la seconda figlia, che ora ha undici anni, la stanchezza e i dolori muscolari sono piu pronunciati.
Un fine settimana, mentre Rob e le bambine sono andati a un museo, lei va a fare una passeggiata più lunga del solito: ha deciso di sforzarsi un po per perdere quei chili di troppo che ha accumulato negli ultimi anni. Presto comincia ad avvertire uno strano dolore al ginocchio sinistro, e ripensando al consiglio del suo allenatore di basket al college, il quale diceva sempre “fattelo passare camminando” decide di ignorarlo.
Ma il dolore non passa. Due settimane dopo prenota una visita dal medico presso cui lavora. Al termine della visita le viene prescritta una risonanza magnetica, che però non evidenzia alcun problema al ginocchio.
Poiche Stacy tende ad appoggiarsi sulla “gamba buona” e ha una postu-ra squilibrata, nota che inciampa spesso: le scale, i cordoli dei marciapiedi e gli angoli dei tappeti diventano grandi ostacoli. Poi inizia a farle male il ginocchio destro, anche se non ha subito lesioni in nessuna delle sue cadute e anche in questo caso gli esami non rilevano nulla. La preoccupazione di Stacy diventa una vera e propria paura: c’è qualcosa che non va. Ma i medici dello studio presso cui lavora escludono l’artrite reumatoide e ritengono che i dolori siano imputabili ai quindici chili di troppo che ha accumulato.
Presto Stacy comincia ad avvertire dolori in altre parti del corpo. Ora non riesce a portare le mani sopra la testa senza che le facciano male le braccia e il collo. Non riesce più a lavorare e, quando comincia a trascorrere lunghe ore a casa sul divano, entra in depressione. La sera è Rob a preparare la cena per la famiglia e a consegnare alla figlia il piatto da servire a Stacy sul divano.
Uno specialista conclude che Stacy è affetta da fibromialgia. Quando gli chiede cosa abbia causato la malattia il medico risponde: “Non lo sappiamo. Pensiamo che sia un’ipersensibilità dei nervi. Ma questo dovrebbe aiutarla”, e le prescrive un farmaco utilizzato per trattare la depressione e i dolori della fibromialgia. Alla seconda visita, quando Stacy riferisce di non aver notato alcun miglioramento, lo specialista la manda da me
Quando le spiego che cos’è in realtà la fibromialgia e le dico che la vera causa è il virus di Epstein-Barr, presente nel suo organismo fin dall’infanzia, Stacy ricorda di aver avuto un episodio di mononucleosi a quattordici anni.
Finalmente ha la sensazione di aver ricevuto una risposta. Ora comprende che l’alimentazione sbagliata, le carenze nutrizionali e lo stress sempre più forte hanno scatenato il virus che fino ad allora era rimasto latente e che si è manifestato sotto forma di fibromialgia. Adesso che conosce la vera causa oi problemi è meno spaventata di quando non la conosceva, la malattia le fa meno paura del senso d’impotenza che ha provato finora: il mistero della malattia del mistero è stata la parte più difficile. Ora ha una direzione da seguire e ha fiducia nelle sue capacità di guarigione.
Dopo sei mesi dalla nostra prima consultazione, avendo seguito le raccomandazioni che descrivo in questo capitolo e nella Parte IV, Stacy si è liberata della fibromialgia, è tornata a lavorare e ha ricominciato a vivere. Mi confessa che si sente più felice e in salute che mai, e che lei ha organizzato la prossima gita della famiglia: andranno tutti a raccogliere le mele in un frutteto biologico.
LA CONOSCENZA E’ POTERE
Il primo passo del processo di guarigione è sapere che la causa della tua sofferenza è il virus di Epstein-Barr, quindi comprendere che non è colpa tua.
I problemi di salute dovuti al virus non sono la conseguenza di un tuo errore o di una tua colpa morale. Non sei tu che hai causato la malattia e non devi biasimarti. Non sei tu che l’hai manifestata, non sei tu che l’hai attratta. Sei un essere umano vitale e meraviglioso e hai il diritto divino di guarire. Meriti di guarire.
L’efficacia dell’EBV si deve in gran parte alla sua capacità di nascondersi nell’ombra, cosicche ne tu ne il tuo sistema immunitario riuscite a percepirne la presenza. Questa capacità gli consente non solo di causare danni senza farsi scovare, ma comporta anche emozioni negative, come senso di colpa, paura e disperazione.
Adesso però le cose stanno diversamente. Se hai il virus di Epstein Barr, ora hai una comprensione corpo-mente della vera causa dei tuoi problemi di salute. Grazie a questa semplice consapevolezza, il tuo sistema immunitario si rafforzerà e il virus s’indebolirà naturalmente. Perciò, quando si tratta di combattere il virus di Epstein-Barr, la conoscenza è, letteralmente, potere.
Tratto dal libro “Medical Medium” di Anthony William

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